venerdì 7 agosto 2015

A caccia della ISS

Catturare un’immagine sufficientemente chiara della ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, in orbita attorno alla Terra. Questo è uno degli obiettivi che ci si è posti di recente all'Osservatorio astronomico “A. Betti”. Un tentativo degno di tutto rispetto si è tenuto la sera del 31 luglio all'Osservatorio, tentativo che, nonostante il risultato non eccezionale, è comunque servito a migliorare la tecnica. Un risultato sicuramente migliore è stato ottenuto la sera di lunedì 3 agosto, quando l’esperimento si è ripetuto, oserei dire, con successo.

La Stazione Spaziale orbita intorno alla Terra ad un’altitudine di oltre 400 km e alla considerevole velocità media di 27 600 km/h. Visibile ad occhio nudo dalla Terra per le sue notevoli dimensioni e per la presenza dei pannelli solari molto riflettenti, il suo moto si distingue chiaramente da quello di altri oggetti mobili che possiamo scorgere nel cielo notturno, come gli aerei (infatti la sua luce è fissa e non intermittente). La sua velocità è tale che, nelle migliori occasioni, si rende visibile per poi scomparire nell'arco di pochi minuti.
La Stazione Spaziale è visibile molto spesso nei nostri cieli: per osservarla è, però, utile conoscerne l'ora del transito e la traiettoria approssimativa, obiettivo facilmente raggiungibile anche con apposite applicazioni per smartphone.

In occasione della prima serata, per raggiungere l’obiettivo si è fatto ricorso a tutta la strumentazione dell’Osservatorio, e non solo: sono stati impiegati il rifrattore di guida ed il rifrattore apocromatico presenti in cupola, mentre sul terrazzo erano montati il nostro C14 e il C8 di proprietà di uno dei soci. Il momento del transito era previsto dalle 22.47 alle 22.55: gli strumenti erano tutti ampiamente pronti e in posizione; il telescopio in cupola era puntato su una posizione precisa della traiettoria della ISS e, per così dire, "l'aspettava al varco", mentre i telescopi in terrazzo venivano impiegati tentando di inseguire la ISS in modo manuale, in quanto non disponiamo di un sistema di tracking automatico. L'esperimento ha dimostrato tutte le difficoltà dell'impresa, inasprite dalla elevata velocità della ISS. Nel caso del C14, molto probabilmente, un piccolo urto ha scollimato il cercatore e reso vano il tentativo di effettuare l'inseguimento tramite di esso. Le riprese effettuate col C8 sono andate meglio, ma i frame ottenuti mostrano ugualmente un effetto di "mosso". Per quanto riguarda i telescopi in cupola, il puntamento si è rivelato corretto e la ISS ha effettivamente attraversato in pieno il campo inquadrato. Peccato che la legge di Murphy si sia rivelata quantomai valida: proprio nel breve istante del transito, il computer collegato alla videocamera si è spento per surriscaldamento! L'altra fotocamera, collegata al telescopio di guida, ha registrato il passaggio ma, non essendo in grado di riprendere video con esposizione adeguata, le immagini sono risultate mosse e sovraesposte.
Insomma, la fortuna non è stata esattamente dalla nostra parte.



Ma, come si suol dire, chi la dura la vince! E anche in questo caso è stato così. Il tentativo di lunedì 3 agosto è andato decisamente meglio e l’osservazione dal C14 ha portato ad un risultato decisamente positivo. La Canon installata sul Celestron C14 ci ha regalato un’immagine abbastanza nitida della ISS, che ha sicuramente dimostrato che anche i tentativi precedenti non sono stati vani e che, in generale, l’obiettivo è stato raggiunto!

Si ringrazia il socio Simone Ciarlariello per le immagini, importante testimonianza del lavoro di squadra svolto, considerata anche la presenza di numerosi soci in entrambe le serate.


Simone Borsari
Socio AAI




lunedì 6 luglio 2015

30 giugno 2015 Congiunzione Venere Giove


Il 30 giugno 2015 c'è stata la congiunzione o come è stata definita da tanti "il bacio" tra Venere e Giove.I due pianeti, nei loro moti di rivoluzione attorno al Sole si sono allineati al nostro punto di vista facendoli sembrare vicinissimi (circa 0.33°, meno della dimensione della luna) anche se 830 milioni di Km li dividevano.
La congiunzione fotografata alla Rocca Sforzesca di Imola. Foto di Krishna

L'evento è stato facilmente osservabile anche ad occhio nudo semplicemente cercando verso ovest i due punti più luminosi nel cielo. Non è stato possibile ritrovarsi insieme all'osservatorio per documentare l'evento visti i lavori di ristrutturazione che sono in atto in questo periodo, ma qualche scatto interessante è comunque saltato fuori.
Le immagini che seguono sono il risultato della somma di 3 scatti indipendenti per ritrarre i soggetti che la compongono (Venere, Giove e i 4 satelliti medicei) con la giusta esposizione, date le magnitudini visuali nettamente differenti.


CANON EOS 650D fuoco diretto C8. Foto di Simone C 
Sono chiaramente distinguibili, uno per la presenza della fase e l'altro per le bande e i satelliti. Di dimensioni apparentemente simili, Venere con un diametro di 12104 km è distante circa 77 milioni di km dalla Terra mentre Giove ha un diametro di 142984 Km ed una distanza dal nostro di pianeta di circa 909 milioni di km

Pentax K10D su Vixen 100/1000.Foto di Krishna

 Il prossimo appuntamento è il 27 agosto 2016  in cui avremo la possibilità di ammirare i due pianeti distanziati solo di 0.1°

giovedì 2 luglio 2015

Transito ISS sul disco solare giovedì 25/06/2015

Documentazione del passaggio della stazione spaziale internazionale davanti alla nostra stella, registrato alle 18:54.05s in località Zello, dato che all'osservatorio non è stato visibile.

Altitudine 19.8°
Distanza ISS 998.1 Km
durata del transito 2.14 secondi


Somma di pose realizzata con camera planetaria ZWO ASI120 monocromatica al fuoco diretto di un telescopio Lunt LS50THa/B600PT 50mm H-Alpha.

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Timelapse realizzato con Canon EOS650d al fuoco diretto di un C8
2000mm lunghezza focale

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Somma di pose realizzata con Canon EOS650d al fuoco diretto di un C8
2000mm lunghezza focale

martedì 7 aprile 2015

Svelando i misteri dei cicli solari

L'attività solare manifesta cicli molto complessi. Gli studiosi stanno cercando di comprenderne meglio le periodicità e le origini, per meglio conoscere la nostra stella e per migliorare le capacità di prevedere varie manifestazioni collegate all'attività solare.
Questo articolo su Media INAF racconta alcune recenti scoperte. Le quali sembrano spiegare, ad esempio, perché le tempeste magnetiche più potenti tendano a verificarsi circa un anno dopo il raggiungimento del picco di presenza delle macchie solari. E' stato il caso anche dell'eccezionale "ondata" di particelle solari che ha raggiunto la Terra tra il 17 e il 18 marzo 2015, generando aurore polari di fortissima intensità (foto sottostanti, riprese dal Canada e dalla Svezia).



venerdì 3 aprile 2015

Il giorno e la notte

A volte l'eccezionalità di una immagine non sta nella perfezione della sua esecuzione, o nella difficoltà o rarità del soggetto immortalato.
Anzi, spesso a renderla speciale è l'inventiva, o meglio la capacità del fotografo di concepire e realizzare una composizione efficace e originale.

Trovo sia il caso di questa fotografia, che ritrae una città svedese in due momenti distinti: nella metà di sinistra di giorno, a destra di notte, col Sole e la Luna ripresi quando si trovavano esattamente nella stessa posizione. Notare la presenza, in entrambi i casi, di un alone luminoso diffuso dai frammenti di ghiaccio nell'atmosfera.
Questa ed altre immagini, comprese fotografie di incredibili aurore boreali, si trovano sul sito
http://astrofotografen.se/ 


mercoledì 25 marzo 2015

Eclissi di sole, time lapse


Terrazzo dell'osservatorio astronomico Alfio Betti, Imola.
Circa 800 scatti (e qualche imprevisto...)
Fuoco diretto rifrattore Vixen 100/1000 + filtro mylar alluminato su Pentax K10D.




sabato 21 marzo 2015

Cronache di una eclissi.

Riportiamo la testimonianza di Massimiliano Berti, socio AAI.

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11 AGOSTO 1999...

Avevo solo 10 anni quando vidi l'eclissi parziale sul cielo d’Imola.
Di quell'evento mi restano vividi ricordi, ma nessuna foto. 
Stavolta sarà diverso.

20 MARZO 2015

E’ mattina presto. Anzi prestissimo. La notte volge al termine e sono in corso gli ultimi preparativi: ricavare e montare i filtri in mylar per immortalare l’eclissi di Sole, che per noi italiani ancora una volta sarà (purtroppo) solo parziale.

Arriviamo in osservatorio con ampio anticipo sul il pubblico, previsto dalle 9 in poi.  
Prepariamo la cupola. Luca mi chiede come penso di voler osservare e fotografare l’eclissi, e mi propone di fotografare al fuoco diretto del rifrattore apocromatico con la mia Canon 700D, mentre lui userà la sua fotocamera per un altro esperimento. E’ doveroso riprendere e documentare l’evento… Mi sento carico e pronto!
Iniziamo ad allestire il tutto, il tempo stringe… Si avvicina il momento del primo contatto, ma il mio “battesimo” subisce subito una battuta d’arresto: l’anello adattatore per collegare la macchina fotografica al telescopio mostra del “gioco”. In poche parole non mantiene ben salda la macchina fotografica.
Per fortuna la grande esperienza di alcuni soci consente di trovare un rimedio.
Intanto i visitatori iniziano ad arrivare… Nel giro di pochi minuti numerose persone si radunano in cupola e sul terrazzo.

Alle 9:28 inizia l’eclissi, e partono a raffica anche le nostre riprese!
Mentre scatto, osservo il Sole: è affascinante vedere l’eclissi, osservandola al telescopio si nota bene come l’avanzare sia rapido. Lo stesso parere accomuna i visitatori che, in cupola e fuori, ammirano lo spettacolo.

Tante le curiosità e le domande da parte dei nostri ospiti. Ci chiedono dettagli su quali tecniche di ripresa usiamo, sugli strumenti che abbiamo in cupola, su quali appuntamenti offriamo al pubblico.  Tra una ripresa e l’altra riesco a dare qualche risposta.
Ci sono persone di tutte le età, anche ragazzi e bambini. Sono tutti incuriositi dal fenomeno in corso, ma anche, più in generale, dall’osservazione del cielo.



Mi sento protagonista di questo magnifico spettacolo naturale offerto dal Sole.
Alterno i momenti di ripresa all’osservazione, specialmente durante il momento di culmine del fenomeno (verso le 10:30), dopo il quale la Luna inizia a liberare il disco del Sole.

Mentre scatto le ultime foto, soddisfatto della giornata e dello spettacolo visto, il Sole torna infine alla normalità. Dovrò aspettare diversi anni per rivedere un fenomeno come questo. E servirà attendere il lontano 2075 per una eclissi totale (che sarà osservabile dal Nord-Est dell’Italia).
Con questo pensiero un po’ malinconico termina la mia mattinata, vissuta in Osservatorio in compagnia dei Soci più esperti e di altri “nuovi arrivati” come il sottoscritto. Raccolgo l’attrezzatura, salutando il gruppo, e ritorno alle faccende di tutti i giorni, felice di aver aggiunto ai miei ricordi anche questa bellissima esperienza.  
Spettacoli di questo genere, rari e magnifici, sarebbe bello averli più spesso. Però forse è proprio questo il segreto del loro fascino, l’elemento che li rende così speciali: l’attesa.

Grazie a chi ha condiviso con me questa giornata unica.

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Dettagli immagine: Canon 700D al fuoco diretto del rifrattore apocromatico (115 mm, f/7) corredato di filtro in mylar. ISO 200, posa 1/1328 s. Lo zoom mette in evidenza le macchia solare che, pochi istanti dopo, è scomparsa dietro il disco lunare. 

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